Gunigun (Gouraya)

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(testo di Antonella Mezzolani)

 

 

Gouraya: ubicazione del marabout di Sidi Brahim, presso il quale si trova parte della necropoli preromanaNei pressi del villaggio di Gouraya, circa a 30 chilometri ad ovest di Cherchel, nel sito contraddistinto dalal presenza del marabout (marabutto) di Sidi Brahim sono stati indagati dalla fine del XIX secolo settori funerari da connettere alla fase preromana dell’Algeria.

Il sito, denominato come Gunugu nell’Itinerarium Antonini e in una iscrizione latina, resta in attività anche in epoca post-antica, continuando la sua vita con il nome di Brechk, riportato dagli autori arabi del X sec. d.C. ; l’attività piratesca dei suoi abitanti ne decretò la definitiva distruzione nel 1610 ad opera dei cavalieri di Santo Stefano.

 

I resti di età romana sembrano documentare un insediamento poco esteso, mentre più cospicue sono le attestazioni di epoca punica, tutte relative a contesti funerari.

La necropoli di Gouraya è divisa in sostanza in tre settori, posti tutti a sud del promontorio di Sidi Brahim: il primo lotto di tombe , scoperto nel 1899, non è mai stato indagato; il secondo, più ad est del primo (proprietà Frappa) è stato scavato soprattutto dai proprietari del terreno, ma anche da P. Gauckler e Wierzejski nel 1891-1892, con l’apertura di circa 25 tombe, i cui materiali sono stati depositati in parte al museo di Cherchel e in parte ad Algeri; infine, il terzo comparto, ancora più ad est del precedente (a circa 600 metri ad est del promontorio d Sidi Brahim), è stato esplorato da P. Gauckler nel 1891 (sette tombe aperte), da S. Gsell e Wierzejski nel 1900 (sei tombe aperte) e da F. Missonier nel 1932 (otto ipogei e due tombe infantili a fossa semplice).

Gouraya, necropoli: planimetria e sezione della tomba n° 4, scavata da S. Gsell, con pozzo d’accesso e doppia camera funeraria

 

Le sepolture sono per lo più del tipo scavato nella roccia con pozzo d’accesso e camera (in qualche caso le camere si duplicano e sono poste una di fronte all’altra), anche se sono state individuate alcune tombe a fossa; la profondità dei pozzi variava da 1,80 a 2,50 m, così come diversificate erano le misure della camera (larghezza da 2 a 2,50 metri; lunghezza da 2,20 a 3 metri; altezza da 1,60 a 2,20 metri). In alcuni casi, delle nicchie per l’alloggiamento del materiale di corredo sono scavate sulle pareti lunghe.

I riti attestati sono l’inumazione e l’incinerazione: mentre i resti di inumati sono stati rinvenuti in connessione anatomica, distesi a terra o nei banchetti con alloggiamento ad incavo, ma anche con le ossa ammucchiate direttamente sul suolo oppure sui banchetti ricavati nella roccia, per i resti di incinerati si è verificato l’uso della deposizione a diretto contatto col suolo, in urne o in cassette plumbee.

Gouraya, necropoli: ossuario in pietra con coperchio a doppio spiovente

 

Oltre alle camere ipogeiche, si sono trovate anche sepolture di diverso tipo: in una fossetta rettangolare escavata si è rinvenuta una cassetta monolitica con coperchio a doppio spiovente che conteneva i resti cremati di un adulto e un bambino; altre due tombe di bambino sono state esplorate da F. Missonier e consistevano in due fosse all’incirca rettangolari scavate a poca profondità rispetto al livello di calpestio, che contenevano ossa infantili parzialmente combuste.

 

 

 

Gouraya, necropoli: corredo funerario di una tomba scavata da S. Gsell nel 1900Nelle tombe era depositato il materiale di corredo che comprendeva recipienti fittili (talvolta con resti di piccoli volatili o pesci), anche in numero cospicuo: al materiale punico di produzione anche locale, come anfore, grandi urne, brocche mono e biansate, unguentari, coppette, piatti, askoi, lucerne bilicni e bruciaprofumi si affianca il vasellame d’importazione che consiste in ceramica attica a figure rosse, a vernice nera e ceramica campana.

Completano i corredi, gioielli, fibule, scarabei, amuleti, specchi in bronzo e soprattutto uova di struzzo dipinte che ricordano per i motivi decorativi analoghi manufatti di Villaricos. Interessante anche una maschera fittile, con nezem, di fattura non particolarmente accurata, ma singolare per la cronologia attribuita alla sepoltura (II a.C.) che attesta la continuità di utilizzo di questa tipologia anche in epoche ben più tarde di quelle canonicamente attribuite.

 

Per quanto riguarda la cronologia delle sepolture indagate, sebbene alcuni manufatti d’importazione, come i vasi attici a figure rosse e a vernice nera, possano ricondurre al V sec. a.C., la maggior parte del materiale pare consentire un’attribuzione per alcune sepolture, riportando l’uso più ampio del settore funerario al III-II sec. a.C.: d’altronde, l’impiego plurimo degli ipogei potrebbe agevolmente spiegare l’accumulo di corredi funerari pertinenti a fasi diverse.

 

 

Gouraya, necropoli: askoi fittili
Gouraya, necropoli: lucerna bilicne
Gouraya, necropoli: bruciaprofumi fittile dalla tomba 2
 Gouraya, necropoli: skyphos a figure rosse Gouraya, necropoli: coppa attica a vernice nera (stemless kylix, inset lip) Gouraya, necropoli: askos lenticolare  a figure rosse
 
Gouraya, necropoli: guscio di uovo di struzzo dipinto

 

 

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